• buoni propositi anno nuovo
    Pensieri e Parole

    I miei buoni propositi per il 2021

    Dopo aver finalmente salutato questo 2020 maledetto, eccoci finalmente all’alba di un nuovo anno. Un nuovo inizio, dove speriamo di ricominciare tutti le nostre vite, completamente stravolte in questo ultimo anno. E stavolta ho deciso di mettere nero su bianco i miei buoni propositi per il 2021.   Lo so, potrà sembrarvi la solita banale lista di propositi di ogni anno, ma credo che metterla per iscritto sia un modo per impegnarmi di più a far si che non rimangano propositi, ma diventino AZIONI. Non voglio ispirarvi, i buoni propositi sono come degli abiti, vanno cuciti su misura, con il tessuto dei vostri colori preferiti. Questi sono i MIEI buoni propositi per il 2021 insomma.   Un consiglio però vorrei darlo anche a voi che mi state leggendo, fate anche voi una lista. Prendete carta, penna e buttate giù un elenco di cose che vorreste fare, diventare, essere, il prossimo anno. Possono essere obiettivi impegnativi da realizzare, ma che iniziano sempre con un primo passo, oppure piccole cose semplici, scegliete voi. Ecco i miei buoni propositi, in ordine sparso, come mi sono venuti in mente.       Andare a cena fuori con Benedetta più spesso. Quando si diventa genitori, lo sappiamo, non c’è mai tempo. Le giornate scorrono veloci e senza rendercene conto arriva sera. Ma una cosa che abbiamo capito è che è necessario ritagliarsi del tempo come coppia, senza sentirsi in colpa di chiamare in aiuto i nonni. Mi impegnerò quindi ad organizzare qualche cenetta romantica in più, non dico una al mese, ma nemmeno due all’anno ecco!     Passare del tempo con Achille e con Augusto Mi spiego meglio. Ci accorgiamo spesso che quando siamo tutti assieme, Achille assorbe gran parte delle nostre energie e attenzioni, essendo il più grande fra i due. Abbiamo anche notato…

  • Pensieri e Parole

    Un buon amico

    Ogni lunedì posto su Instagram una foto, ho chiamato questa rubrica il mio #placetobedilunedì perchè descrive il posto in cui vorrei essere in quel momento. Spesso è un luogo fisico, uno dei tanti posti visti nei nostri viaggi, per cui per un motivo o per l’altro, mi viene una grande nostalgia. Quasi sempre non parlo di un luogo generico, ma più di un momento preciso di viaggio, con le sue sensazioni, i suoi colori e i suoi profumi. Sono gemme preziose raccolte in giro per il mondo insieme alla mia famiglia, che custodiamo attentamente nello scrigno della nostra memoria. Il sole di mezzanotte in un fiordo islandese, i mille colori del La Boqueria a Barcellona oppure la risata di Achille sulla ruota panoramica di Tivoli, a Copenaghen. Sono solo alcuni pezzi del nostro tesoro, che cerchiamo di condividere con voi nel nostro #placetobedilunedì. A volte però non c’è bisogno di cercare questi tesori in giro per il mondo, li troviamo a due passi da casa. Perché spesso questi momenti sono fatti da persone, in questo caso da Amici. E stavolta per raccontarlo ho deciso che non poteva bastare un post su Instagram. Ieri abbiamo passato delle ore con una coppia di amici che non vedevamo da molto tempo, quasi due anni. Vivono molto lontano da noi e complice questa pandemia, sono riusciti a tornare in Italia solo ora, per qualche settimana. Dopo aver preso tutte le precauzioni del caso, siamo finalmente riusciti a vederci e oggi il nostro cuore scoppia di felicità. Così dopo aver riflettuto molto sulla giornata di ieri, ho fatto questa riflessione. Credo che ognuno di noi nel corso della propria vita incontri delle persone che la migliorino. Sono delle persone speciali e le riconosci subito. Hanno gli occhi buoni, sinceri, accoglienti. Hanno il sorriso sempre pronto…

  • Pensieri e Parole

    Un documentario sulle cose importanti

    Qualche sera fa mi sono imbattuto nel mio zapping su Netflix in un documentario: Minimalism: A Documentary About the Important Things. Colpito dalla breve descrizione della trama ho deciso di vederlo, e ne sono rimasto così colpito da scrivere questo post. Il documentario racconta la storia di due ragazzi Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus, i quali decidono per motivi personali di passare ad uno stile di vita minimalista e di girare il mondo cercando di diffondere questo filosofia di vita. Generalmente sono sempre perplesso di fronte a questo tipo di scelte, spesso molto drastiche e vissute in modo ossessivo, maniacale, come se diventassero dei dogmi imprescindibili in cui credere. In questo caso invece non troverete nulla di tutto questo: il minimalismo viene semplicemente suggerito dagli autori del documentario, come un invito a riflettere sulle “important things” del titolo.   Ma che cos’è il Minimalismo?   A primo impatto potrebbe sembrare che uno stile di vita minimalista sia privarsi di tutto ciò che è superfluo e vivere con solo ciò che è necessario. Invece non è assolutamente questo il punto. Il messaggio di Millburn e Nicodemus è piuttosto: comprate solo quello che realmente vi piace e vi rende felici, non comprate qualcosa perché imposto dalla società in cui viviamo. Il tenore di vita medio nei Paesi Occidentali non è mai stato così alto come in questo periodo, eppure viviamo spesso questo senso di insoddisfazione e frustrazione, spesso legato a degli obiettivi materiali che ci poniamo. Siamo sempre alla ricerca dell’ultimo telefono, di un auto più grande, di quella borsa che non può mancare nel nostro guardaroba, abbiamo bisogno di comprare tutto questo.   Ma fino a quando? Quanto dura la felicità data da questi acquisti?   Tante volte è una felicità effimera, che ci da gioia in quel momento, ma che…

  • Pensieri e Parole

    Un nostro problema

    Negli Stati uniti sono giorni esplosivi. Decine di migliaia di persone si sono riversate nelle piazze di almeno 48 città americane per protestare a seguito della morte di George Floyd, ucciso da un poliziotto la sera del 25 maggio a Minneapolis. Proteste per lo più pacifiche, ma in piccola parte sfociate in vere e proprie rivolte, tanto che in molte città è stato imposto il coprifuoco. Il video dell’arresto di George Floyd è facilmente reperibile online e non può e non deve lasciarci indifferenti. Se pensiamo non ci riguardi, solo perché è successo a migliaia di chilometri da noi, siamo sulla strada sbagliata. Ma non basta semplicemente indignarsi. Questo deve essere solo l’inizio, deve smuovere qualcosa dentro di noi, e metterci in condizione di fare qualcosa per cambiare radicalmente la nostra mentalità. George Floyd è stato ucciso durante il suo arresto, esclusivamente per “colpa” del colore della sua pelle.   Un angelo cade La sera del 26 febbraio 2012, Trayvon Martin, un ragazzo di 17 anni disarmato e con un felpa con cappuccio fu ucciso da un vigilante volontario delle ronde di quartiere, mentre camminava portando con se una bibita e un pacchetto di caramelle. Fu ritenuto “un tipo che si aggirava con fare sospetto” e ucciso con due colpi di pistola. Era afro americano.   “Shots were fired on the street By the church where we used to meet Angel down, angel down But the people just stood around” Angel Down, Lady Gaga   “Hanno sparato dei colpi sulla strada accanto alla chiesa dove ci trovavamo Un angelo cade, un angelo cade ma la gente non fa che fermarsi a guardare.”   Agire Ma come ho già detto, non serve più solamente indignarsi. Martedì tantissime persone sui social hanno pubblicato un foto completamente nera con l’hashtag #blackouttuesday, un invito…

  • Pensieri e Parole

    E i bambini?

    Il 4 maggio, se tutto procede per il meglio, l’Italia ripartirà. Terminerà finalmente il lockdown, che ci ha costretti a casa per settimane. Le aziende produttive (per lo meno quelle che non lo avevano già fatto) riprenderanno la produzione, bar e ristoranti riapriranno, così come i negozi. Probabilmente anche il mondo del calcio ripartirà, dato che si sta in tutti i modi cercando di portare al termine la stagione. Sono d’accordo con queste scelte, non credo si possa proseguire per sempre con le attuali restrizioni e dobbiamo cercare di ripartire, per la nostra sopravvivenza economica e sociale. Quindi ben vengano indicazioni su come ripartire e quali protocolli seguire per poterlo fare in sicurezza, senza rischiare di vanificare tutto ciò che abbiamo fatto fino ad ora. In tutto questo però non ho mai letto sui giornali o sentito delle dichiarazione da parte delle istituzioni un piano per far ripartire la scuola. Sembra dato per assodato ormai che l’anno scolastico termina qui e arrivederci (forse) a settembre. Già questo fa capire quale importanza viene data all’istruzione nel nostro paese, settore fra l’altro tra i più “tagliati” in ogni manovra finanziaria. Mi sono allora chiesto due cose. La prima è come mai in altri paesi d’Europa si sono studiate e credo trovate delle misure per permettere la riapertura delle scuole. Con questo non voglio dire che sia giusto riaprire, non ho le competenze per farlo, ma mi aspetto, anzi pretendo che chi ci guida metta sulla stessa bilancia economia e istruzione. Mi aspetto che spieghi perché non si può riaprire e sopratutto cosa aveva pensato per poterlo fare e non la ha reso possibile. Mi aspetto che in tutta questa situazione vengano presi in considerazione i nostri figli. Abbiamo chiesto loro dei sacrifici enormi e li abbiamo privati del diritto di istruzione e…