Consigli,  La costruzione di un viaggio

Pianificare le giornate

Adesso che abbiamo le idee chiare su cosa vedere in viaggio è arrivato il momento di pianificare le nostre giornate.

 

Qualcuno potrebbero storcere il naso leggendo questa frase. In effetti è molto soggettiva questa fase, c’è chi preferisce vivere alla giornata il viaggio, chi ama pianificare le giornate nel dettaglio minuto per minuto e chi, come noi, cerca di stare in mezzo a queste due scuole di pensiero.

 

Personalmente mi piace pianificare le giornate in viaggio, ma solamente dando delle indicazioni di massima per poi lasciare spazio a quello che il Viaggio stesso ci mette davanti. Il mio consiglio è di scrivere il proprio programma di viaggio: pur essendo molto tecnologico, adoro farlo con carta e penna. Ma se invece siete fan di Excel ben venga ugualmente.

 

Importante è scrivere, mettere nero su bianco le vostre giornate.

 

pianificare le giornate con bambini

 

 

Pronti, partenza, via!

 

Per cominciare scrivo orari e giorni dei voli, in modo da sapere quanto tempo avremo al nostro arrivo e quanto tempo ci rimarrà l’ultimo giorno del nostro viaggio, prima di prendere l’aereo per il ritorno.

 

 

 Viaggiare con i bambini significa sempre rallentare i ritmi a cui si è abituati. Per cui soprattutto se si tratta del primo viaggio da neogenitori, dovete tarare nuovamente i tempi per i vostri spostamenti.

 

 

Dopo di che, scrivo i giorni che abbiamo a disposizione per il nostro viaggio e inizio a “collocare” le cose che abbiamo scelto di vedere prendendo due unità di misura fondamentali: spazio e tempo.

 

In parole semplici, prendo la cartina della città o del Paese in cui andremo (anche per questo è utile munirsi di guida cartacea) e pianifico le giornate per zone. In questo modo concentriamo giorno dopo giorno le attrazioni che ci interessa vedere in quella zona, senza dover perdere tempo spostandosi da una parte all’altra della città.

 

 Per calcolare gli spostamenti da un’attrazione all’altra uso sempre Google Maps, scegliendo l’opzione a piedi. È sempre molto affidabile, in genere calcolate sempre qualche minuto in meno rispetto a quanto mostrato.

 

 

Oltre allo spazio, dicevamo di tenere conto del tempo. Faccio un piccolo esempio per spiegarmi meglio. Per visitare il Louvre non basterebbe una giornata intera, mentre per vedere l’Arco di Trionfo o gli Champs-Élysées serve decisamente meno tempo. Quando pianificate le vostro giornate tenete quindi conto di quanto tempo può impegnarvi quello che andrete a vedere, in modo da non dover correre troppo.

 

pianificare le giornate a Parigi
Giovani e romantici, davanti al Moulin Rouge

 

 

Meno è meglio

 

Non per citare il documentario sul minimalismo, ma quando pianifico le nostre giornate in viaggio, sopratutto da quando viaggiamo con Achille e Augusto, cerco sempre di non mettere troppa carne al fuoco.

 

Solitamente programmo un bel giro alla mattina, con pranzo fuori. E qualcosa anche per il pomeriggio, ma senza esagerare. In genere poi la sera ceniamo in appartamento, così Achille e Augusto possono rilassarsi e giocare.

 

In ogni caso la cosa fondamentale è sapersi adattare e modificare i piani velocemente. I bambini, si sa, sono imprevedibili. Non si ammalano da mesi e poi possono ammalarsi proprio mentre siete in viaggio. Oppure il meteo non è dalla vostra parte e un temporale si scatena proprio mentre avete programmato l’uscita in battello per i canali di Copenaghen.

Niente paura. Vi consiglio sempre di preparare un piano B in caso di maltempo, così da non farvi trovare impreparati. In questo modo eviterete di perdere del tempo prezioso, perché sapete già che proprio dietro l’angolo c’è un super parco di divertimenti completamente al coperto oppure un museo ricco di attività per bambini.

 

 

pianificare giornate
Il museo di storia naturale di Edimburgo è perfetto per una giornata di pioggia

 

 

Cogliete l’attimo

 

Al contrario potrebbe capitarvi di aver calcolato male i tempi e di aver visto tutto ciò che vi eravate prefissati in poco tempo. E ora? In quei casi dovete essere bravi a cogliere le opportunità che vi si presentano e decidere lì, su due piedi.

 

Vi racconto un piccolo aneddoto che ci è capitato in Islanda. Eravamo ad Akureyri e volevamo vedere il museo fallologico islandese. 

Sì, avete letto bene. Esiste.

Ed era ad Akureyri fino a pochi mesi prima del nostro arrivo, quando una volta lì abbiamo scoperto che era stata spostato a Reykjavik. Saltata quindi la visita, abbiamo fatto una passeggiata fino al porto e ci siamo imbattuti in una comitiva di turisti che stava per fare un’uscita in barca per vedere le balene.

Nel giro di tre minuti eravamo sulla stessa barca anche noi! Abbiamo approfittato della situazione e del tempismo perfetto che si era creato.

Tralasciamo il fatto che è stato il giorno in cui ho scoperto di soffrire il mal di mare.

 

akureyri uscita balene
Il porto di Akureyri. Ne è comunque valsa la pena, che dite?

 

Così, a noi della Tribù piace pianificare le nostre giornate in viaggio. A giovedì prossimo con un nuovo appuntamento del La Costruzione di un viaggio.

 

 

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