in Pensieri e Parole

Evviva le maestre!

Viva le maestre!

Qual è il primo pensiero che avete fatto leggendo questa frase? Pensate sia un matto oppure siete d’accordo con me?

Mi spiego meglio.

Da diversi anni ormai abbiamo iniziato a frequentare la Scuola. Non intendo la nostra scuola in particolare, ma quel microcosmo che è il mondo dell’Istruzione, che accompagnerà i nostri bimbi in tutta la loro infanzia, poi l’adolescenza, fino a condurli nel mondo del lavoro. Leggendo queste poche righe si può capire, che ruolo e importanza fondamentale abbia nella crescita dei nostri figli e di conseguenza nelle nostre vite. Quindi dopo qualche anno, dato che sia Achille che Augusto hanno cominciato sin dall’asilo nido, mi sono fatto un’idea ben chiara di cosa non possa mancare nel rapporto fra genitori ed educatori.

La fiducia.

Una fiducia totale nelle persone a cui ogni mattina affiderete i vostri bambini è, a parer mio, il segreto perché sia voi che i vostri figli viviate al meglio questo rapporto e tutto ciò che ne consegue. Fidarvi dei metodi educativi che vi vengono proposti e delle attività che vengono svolte, perché dovete sempre tenere a mente che vengono fatte esclusivamente per i nostri bambini. Troppe volte sento genitori lamentarsi per motivi futili, pensando unicamente al proprio figlio, senza pensare che la classe è fatta da molti bimbi, di caratteri e personalità diverse, e che le educatrici sono lì per aiutare tutti loro nella loro crescita.

Può succedere che Augusto giocando, spericolato com’è, cada. Oppure che venga morso da un compagno, che avrà avuto le sue buone ragioni. Quale colpa hanno la maestre in questi casi? A parer mio nessuna.

Ci sono alcune cose che non possono essere controllate, né a scuola né soprattutto a casa, non potete prendere al volo un bimbo mentre sta cadendo né impedire che si avvicini ad altri bambini. Quindi perché lamentarsi?

La scuola ha sicuramente la responsabilità sui bimbi, ma credo che il buon senso dovrebbe prevalere in questi casi. Dobbiamo dare peso alle cose realmente importanti, e non soffermarci alla loro superficie. Cerchiamo di notare i traguardi che raggiungono, motori e comportamentali, e non se hanno la maglietta macchiata quando li andiamo a prendere. Cerchiamo di notare se ci sono dei problemi seri, su cui confrontarsi con gli educatori e con cui insieme elaborare un piano d’azione.

Questi sono episodi che riguardano questi primi anni di nido e materna, ma pensando al futuro penso si possano ripetere in modo molto simile, seppure per motivi diversi. Trovo sia sbagliato schierarsi sempre dalla parte dei figli, e forse esagerando, credo che lamentarsi ora per queste piccole cose, sia il preludio a lamentarsi in futuro degli insegnanti che assegnano troppi compiti o che non sanno spiegare.

Quindi abituiamoci fin da subito a fidarci della Scuola, un punto di riferimento fondamentale per la crescita dei nostri bambini.

 

 

Non basta mandare i figli a scuola, bisogna accompagnarli sulla via degli studi, bisogna costruire giorno per giorno in essi la consapevolezza che a scuola si va non per conquistare un titolo, ma per prepararsi alla vita.

Giovanni Leone

 

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